Storia della diffusione all’estero del Ventaglio Giapponese e della Ishizumi & Co.
Nei periodi Meiji (1868 – 1912) e Taisho (1912 – 1926) Kisaburo Ishizumi I è stato uno dei protagonisti nella produzione ed esportazione di ventagli giapponesi. Sin dal precedente periodo Edo (1603 – 1868) Kyoto era già molto rinomata per la produzione di ventagli e negli anni di Kisaburo I la prospera città visse una vera e propria epoca d’oro. Il ventaglio era un prodotto particolarmente richiesto dalle signore dell’alta società europea, per le quali era un oggetto imprescindibile, così Kyoto esportava una notevole quantità di ventagli in Europa tanto che questo settore rappresentava una parte importante del commercio estero giapponese dell’epoca.
Nel 1892 l’amministrazione locale di Kyoto decise di promuovere attivamente le attività manifatturiere tradizionali del proprio territorio attraverso politiche di sviluppo che interessavano varie produzioni: i broccati “Nishijin”, le tintorie, la carta di Tango, le ceramiche “Awata”, le porcellane “Tatsumigumi”; le lacche, i tessuti ricamati. Questo elenco purtroppo non includeva inizialmente i ventagli, ma a questa omissione si potè rimediare grazie alle sollecitazioni esercitate nei confronti del Governatore locale proprio da parte di Kisaburo Ishizumi
I. Il suo impegno e i suoi successi gli furono in seguito riconosciuti attraverso la nomina a primo presidente dell’Associazione per la Produzione e il Commercio di Ventagli di Kyoto.
Nel 1897 il governo giapponese promulgò la Legge per le Organizzazioni per l’Importazione ed Esportazione di Beni di Rilevanza Nazionale che diede ulteriore impulso all’attività dell’Associazione fondata e presieduta da Kisaburo Ishizumi I. L’Associazione ricevette un riconoscimento ufficiale da parte del Ministero del Commercio e dell’Agricoltura.
Nel 1901 venne fondato grazie all’iniziativa di Kisaburo Ishizumi I il Consorzio per i Ventagli di Kyoto allo scopo esclusivo di promuovere l’esportazione di ventagli. Nell’ambito dell’attività di promozione all’estero del ventaglio, si cercò di esporre questo prodotto in occasione delle grandi esposizioni internazionali. La prima esposizione di Kyoto si tenne nel marzo 1872 mentre nel 1901 Kisaburo Ishizumi I, in qualità di rappresentante dell’industria giapponese del ventaglio, andò a presentare il suo Ventaglio Gigante all’Esposizione Universale di Parigi. In quegli anni i lunghi viaggi avvenivano esclusivamente per mare, così il Ventaglio Gigante lasciò il Giappone nel marzo 1901 e attraversò anche l’Inghilterra, la Germania e l’Italia prima di far ritorno in patria in settembre.
Per studiare un design adatto ai gusti e alle esigenze delle dame dell’alta società europea, nel 1905 l’azienda di Kisaburo Ishizumi creò la Commissione per il Design del Ventaglio da Esportazione che organizzò un concorso per il miglior design di ventaglio. Attraverso queste iniziative Kisaburo Ishizumi I contribuì allo sviluppo del design dei ventagli giapponesi il cui commercio, proprio grazie a queste accorte politiche, raggiunse il suo culmine nel 1920, con la cifra record di 4.419.838 ventagli esportati in un anno.
Del resto la cultura giapponese stava cominciando a ricevere una maggior attenzione in Occidente specialmente dopo la fine della Guerra Russo–giapponese (1904 – 1905), tanto che la pittura tradizionale giapponese stava diventando il motivo ornamentale favorito anche per i ventagli da esportazione. Per rispondere alle mutate condizioni dell’economia dopo la Guerra Russo–giapponese, venne fondata l’Associazione per il Commercio di Ventagli guidato da Kisaburo Ishizumi II allo scopo di pianificare le strategie commerciali dell’industria del ventaglio.
Nel corso della Grande Guerra, le nazioni occidentali cominciarono ad imporre molte restrizioni alle importazioni nell’ambito di politiche protezioniste, e questo danneggiò gravemente l’industria giapponese del ventaglio che perse uno dopo l’altro i suoi mercati internazionali, compresa nel 1916 l’Italia che fino ad allora era stato uno dei magiori importatori.
Nel febbraio 1920 Kisaburo Ishizumi II scrisse La storia moderna del ventaglio in cui si ricostruiva la storia del ventaglio pieghevole giapponese e della sua industria dalla fine del periodo Edo. Il volume venne pubblicato a cura dell’Associazione per la Produzione e il Commercio di Ventagli di Kyoto e una copia è conservata presso la Biblioteca Nazionale di Tokyo.
Il 13 marzo 1921 l’Associazione per la Produzione e il Commercio di Ventagli di Kyoto assegnò un riconoscimento per il suo impegno nel settore a Kisaburo Ishizumi II, che all’epoca era il presidente dell’Associazione e di cui era consigliere sin dal 1900. Inoltre venne assegnato uno speciale riconoscimento anche a un dipendente della Ishizumi, Soshichi Kitamura, per la sua più che ventennale carriera nella manifattura di ventagli.
Fino al 1885 l’Associazione per la Produzione e il Commercio di Ventagli di Kyoto aveva sede a Shimokyo-ku, Gokomachi Sanjoagaru, Azuchi-cho; in seguito si trasferì a Ainocho-dori, Gojo-agaru, Asazuma-cho e poi a Karasuma-dori, Gojo-sagaru, Osaka-cho e a Tominokoji-dori, Takatsuji, Kamisugiya-cho. Nel periodo Taisho la sede si trasferì a Ryogae-cho, Nijo-sagaru, Kanehuki-cho e poi a Kamikyo-ku, Karasuma-dori, Ebisugawa-agaru, Shoshoi-cho.
In questo modo sia Kisaburo Ishizumi I sia Kisaburo Ishizumi II furono le figure chiave dell’industria del ventaglio e contribuirono al suo sviluppo anche nel campo dell’esportazione di questo prodotto. *
*fonte: Kisaburo Ishizumi II, La storia moderna del ventaglio, Associazione per la Produzione e il Commercio di Ventagli di Kyoto
Origini della famiglia IshizumiLe lunghe guerre dell’undicesimo secolo che avevano visto combattere su campi opposti i due clan dei Genji e degli Heike terminarono quando questi ultimi furono sconfitti nella celebre battaglia di Dannoura (1185). Gli Heike si rifugiarono tra le montagne della regione di Chugoku, nel Giappone occidentale, mentre la famiglia Ishizumi, legata al clan sconfitto, fuggì nella zona di Oeyama nella provincia di Tango, situata sul Mar del Giappone e attualmente compresa nella prefettura di Kyoto, famosa per la leggenda dell’orco Shuten Douji. In seguito la famiglia si trasferì a Kurotani nella parte settentrionale della regione di Ayabe, famosa per aver dato i natali al condottiero Takauji Ashikaga, fondatore dello shogunato Muromachi. La prima attività della famiglia fu la produzione di carta giapponese washi: sfruttando le acque fresche e limpide dei torrenti di montagna nonché le piante di gelso e di edgeworthia di cui la regione era ricca, la carta veniva prodotta usando una tecnica che era tramandata di generazione in generazione tra i membri del clan Heike. La manifattura di carta è quindi l’attività originaria della famiglia Ishizumi.
La manifattura tradizionale di carta giapponese di Kurotani è tuttora molto rinomata tanto che questo prodotto è insignito del marchio di Patrimonio Culturale della Prefettura ed è apprezzato dentro e fuori il Giappone. Sono molte le famiglie di Kurotani che portano il cognome Ishizumi, tanto che in alcuni documenti viene chiamata Città degli Ishizumi. Ancora ai nostri giorni chi porta il cognome Ishizumi è sicuramente un discendente del ramo del clan Heike insediatosi a Kurotani.
Alla fine dell’epoca Edo, Tomoshichi Ishizumi (morto nel 1884) si trasferì a Kyoto: fu il primo Ishizumi a lasciare Kurotani, come è documentato nei registri anagrafici. I suoi successori furono Kisaburo Ishizumi Ⅰ(1852-1905), Kisaburo Ishizumi Ⅱ (1873-1950), Sotaro Ishizumi (1908-1987), Kanji Ishizumi (1947-) e infine la figlia di Kanji, Tomoe Ishizumi (1981-), Tomoshichi, Kisaburo Ⅰ e Kisaburo Ⅱ furono molto attivi nella manifattura e commercio di prodotti artigianali tradizionali come ventagli pieghevoli, ventagli rigidi e ombrelli. Questi prodotti furono esportati in Europa e America e contribuirono al successo della Ishizumi & Co. Inoltre bisogna ricordare che proprio la Divisione Trasporto Merci della compagnia divenne la base da cui si sviluppò la Nippon Express, attualmente la maggiore azienda giapponese di trasporti e logistica e che organizzò a suo tempo il trasporto del Ventaglio Gigante dal Giappone a Londra.
La famiglia Ishizumi, Sekishu Katagiri e la sua scuolaSekishu Katagiri (1605-1673), nipote di Katsumoto Katagiri (15561615), uno dei più insigni signori samurai, fu il grande maestro della scuola Sekishu della cerimonia del tè. Al tempo dello shogun Tokugawa Iemitsu (1604-1651) lo stile della scuola Sekishu divenne lo stile ufficiale della famiglia dello shogun e in seguito fu adottato anche dalla Marina Imperiale Giapponese. Tra l’altro il comandante in capo della Marina Imperiale, Yamamoto Isoroku, guidò la sua ultima cerimonia del tè secondo lo stile Sekishu subito prima della sua morte nelle acque del Pacifico Meridionale durante la Seconda Guerra Mondiale.
Tomoshichi Ishizumi, il capostipite e fondatore della Ishizumi & Co, aveva lasciato Kurotani per recarsi a Kyoto allo scopo di sposare una discendente di Sekishu Katagiri. La famiglia Ishizumi ha posto la sua residenza a Kyoto nello stesso luogo dove Katagiri risiedette tra il 1633 e il 1643. La famiglia Ishizumi donò al tempio Jiko-in di Kyoto, sede della scuola Sekishu, un prezioso bacino di pietra utilizzato da Sekishu Katagiri.
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